Tutte le dodici grandi feste che di solito adornano un templon sono state condensate in questa piccola icona a sei pannelli, ciascuno diviso in due sezioni; doveva trattarsi di un'icona destinata a un uso privato.
L'iconografia ricalca tipologie che si sono diffuse in epoca paleologa, come le posture esagerate dei discepoli nella scena della Trasfigurazione o la marcata inclinazione del corpo di Cristo nella scena della Crocifissione, entrambi approcci esplicitamente emotivi a questi eventi sacri. L'eleganza delle figure, le loro vesti ricamate in oro e le loro posture ondeggianti creano l'impressione che siano sospese in una luce eterea. Le composizioni sono tutte chiare e si armonizzano perfettamente con il paesaggio o l'architettura sullo sfondo. La mancanza di dettagli rende queste scene quasi monumentali e rimanda chiaramente all'arte monumentale di Costantinopoli.