Questa icona doveva far parte di una Deesis, insieme ad altre due icone, una di Cristo al centro e una della Madre di Dio alla sua destra.
L'ascetismo e la sofferenza del tragico Profeta sono rappresentati nel modo più intenso dell'ultima fase dell'arte paleologa. L'illuminazione di questa scena è tale che il Santo sembra smaterializzarsi, trasformandosi in pura luce dopo la sua unione con Dio in uno spettacolare spettacolo di luce. Giovanni ci appare come una visione davanti a una luce mistica e diventa così un simbolo della deificazione (theosis) dell'uomo, dottrina fondamentale della Chiesa ortodossa.