Decameron Web

Proemio

Il Proem al Decamerone di Bocaccio

"Racconto dal Decameron" di John Williams Waterhouse. Visualizza elemento.

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Comincia qui il libro chiamato Decameron, altrimenti principe Galeotto, in cui sono contenuti cento romanzi narrati in dieci giorni da sette dame e tre giovani.

[Voce: Autore]

[002] ' È umano avere compassione degli afflitti; e come mostra bene in tutti, così è particolarmente richiesto da coloro che hanno avuto bisogno di conforto e l'hanno trovato in altri: tra i quali, se qualcuno ne avesse mai bisogno o lo trovasse prezioso o delizioso, posso essere annoverato; [003] vedendo che dalla mia prima giovinezza fino ad oggi fui oltre misura acceso d'un amore nobilissimo e aspirante più che forse, se mi dilungassi su di esso, parrebbe accordarsi con la mia umile condizione. Per cui tra le persone di discernimento alla cui conoscenza era venuta a conoscenza, ho avuto molta lode e alta stima, ma nondimeno estremo disagio e sofferenza, non proprio per motivo di crudeltà da parte dell'amata signora, ma per ardore sovrabbondante generato nell'anima dal desiderio sfrenato; il che, poiché non mi concedeva un ragionevole periodo di quiescenza, spesso mi causava un'angoscia eccessiva. [004] Nella quale angoscia tanto mi fu data dal diletto discorso d'un amico e dalle lodevoli sue consolazioni, che nutro una salda convinzione che a loro devo di non essere morto. [005] Ma, come piacque a Colui che, essendo infinito, ha posto per legge immutabile un fine a tutte le cose mondane, amore mio, al di là di ogni altro fervente, e non essere spezzato né piegato da alcuna forza di determinazione o consiglio di prudenza, o timore di vergogna manifesta o di pericolo che ne deriva, nondimeno nel corso del tempo si è attenuata spontaneamente, in modo tale che ora non ha lasciato altro di sé nella mia mente se non quel piacere che è solito offrire a colui che non si avventura troppo lontano navigando i suoi mari profondi; così che, mentre prima era doloroso, ora, svanito ogni disagio, trovo ciò che resta delizioso. [006] Ma la cessazione del dolore non ha bandito il ricordo dei gentili uffici fattimi da coloro che condividevano con simpatia il peso delle mie afflizioni; né mai, credo, passerà da me se non per morte. [007] E siccome fra le virtù, a mio giudizio, è soprattutto da lodare la gratitudine, e altrettanto da biasimare l'ingratitudine, per non mostrarmi ingrato, ho deciso, ora di potermi dire libero, di sforzarmi, in cambio di ciò che ho ricevuto, di offrire, per quanto in me, qualche consolazione, se non a coloro che mi hanno soccorso, e che, forse, a causa del loro buon senso o fortuna, non ne hanno bisogno, almeno a coloro che potrebbero riceverlo.

[008] E quantunque il mio appoggio o conforto, per così dire, possa giovare poco al bisognoso, nondimeno mi sembra opportuno offrirlo più prontamente là dove il bisogno è più evidente, perché vi sarà più utile e anche molto gentilmente ricevuto. [009] Chi negherà che si debba dare, per quanto può valere, a dame gentili più che a uomini? [010] Dentro i loro morbidi seni, tra paura e vergogna, albergano segreti fuochi d'amore, e quanta forza l'occultamento aggiunge a quei fuochi, sanno chi l'ha provato. Inoltre, trattenuti dalla volontà, dal capriccio, dal comandamento di padri, madri, fratelli e mariti, confinati la maggior parte del loro tempo nell'angusto raggio delle loro stanze, vivono, per così dire, una vita di vacante agio, e , bramando e rinunciando nello stesso momento, medita diverse cose che non possono essere tutte allegre. [011] Se con ciò s'introduce nelle loro menti una malinconia nata da un desiderio amoroso, è come indugiarvi davanti alla loro dolorosa angoscia, a meno che non sia scacciata da un mutamento di idee. Inoltre hanno molto meno potere di sostenere un tale peso rispetto agli uomini. Perché, quando gli uomini sono innamorati, il loro caso è molto diverso, come possiamo facilmente percepire. [012] Essi, se sono afflitti da malinconia e pesantezza d'umore, hanno molte vie di sollievo e di distrazione; possono andare dove vogliono, possono sentire e vedere molte cose, possono cacciare, cacciare, pescare, cavalcare, giocare o trafficare. Con questo mezzo tutti sono in grado di comporre le loro menti, in tutto o in parte, e riparare la devastazione provocata dall'umore goffo, almeno per un certo lasso di tempo; e poco dopo, in un modo o nell'altro, o ne deriva conforto, o le discariche diventano meno gravi. [013] Onde per compensare in qualche modo l'ingiustizia della Fortuna, la quale a coloro la cui forza è minima, come vediamo che è nelle delicate forme delle dame, è stata il più avaro di sostegno, io, per il soccorso e il diversivo di questi come l'amore (perché altri possono trovare sufficiente consolazione nell'ago e nel fuso e nella bobina), intendiamo raccontare cento romanzi o favole o parabole o storie, come ci piace chiamarli, che sono stati raccontati in dieci giorni da una onorevole compagnia di sette dame e tre giovinetti nel tempo della tarda pestilenza mortale, come pure alcune canzonette dalle dette dame cantate per loro diletto. [014] Nei quali novelli piacevoli si troveranno alcuni brani d'amore rozzamente incrociati, con altri corsi di avvenimenti dei quali le edizioni sono felici, in tempi tanto moderni quanto antichi: dai quali racconti le dette dame, che li leggeranno, potranno traggono sia piacere dalle cose divertenti ivi esposte, sia anche buoni consigli, in modo che possano imparare cosa evitare e allo stesso modo cosa perseguire. Il che non può, credo, avverarsi, a meno che le discariche non siano bandite dalla distrazione della mente. [015] E se così avviene (come Dio voglia) rendano grazie all'Amore, il quale, liberandomi dai suoi ceppi, mi ha dato il potere di consacrarmi alla loro gratificazione.