Il tessuto di fondo, tinto di porpora reale (tirolese), non è completamente ricoperto di oro, come accade in molti epitrachelia di quest'epoca, ma traspare dagli altri materiali preziosi, creando una ricca composizione cromatica. Il paramento è costituito da una fascia continua, decorata con dischi, all'interno della quale sono raffigurate diciotto scene del ciclo cristologico, mentre sulla nuca è raffigurata la scena dell'ospitalità di Abramo. Gli intricati motivi decorativi, in parte mutuati dall'arte orientale, in parte ispirati a un simbolismo criptico (l'aquila bicipite), sono tipici dell'arte del ricamo di epoca paleologa e dei laboratori della Moldavia e della Valacchia che hanno successivamente mantenuto viva la tradizione bizantina. Le scene sono bordate di seta colorata, materiale utilizzato anche per i volti, le pieghe del tessuto e altri dettagli. Il filo metallico d'oro è utilizzato, così come l'argento, anche se in misura minore. Sul bordo dell'ultimo disco decorativo troviamo il monogramma del nome del suo proprietario, il sacerdote-monaco Matteo. Questo pezzo è un ottimo esempio dell'arte del ricamo in oro, che presenta un'eccellente articolazione iconografica, un'ornamentazione intricata e composizioni cromatiche ben equilibrate.